Il caso Steven Bradbury

Vi è mai capitato di essere completamente interdetti nel fare un qualcosa e riuscire a primeggiare comunque? No? Beh al signor Steven Bradbury la cosa è riuscita eccome!!! Per chi non lo conoscesse, Bradbury è un ex pattinatore di short track australiano. Sconosciuto ai più fino al 2002 quando, a Salt Lake City, durante quell’edizione delle olimpiadi invernali è riuscito a vincere la medaglia d’oro contro tutti i pronostici. Di lui si può dire che fosse tra i partecipanti di quell’edizione ma nessuno, compreso il bookmaker con grossi problemi mentali, si sarebbe mai immaginato un epilogo del genere. Perché? Sin dalle eliminatorie, come potete apprezzare dal video, il buon vecchio Steven risulta essere a tutti gli effetti l’anello debole della “compagnia”. Lento, goffo e, probabilmente, già rassegnato a un’uscita di scena prematura. È invece cosa accade? Questo zitto zitto si ritrova medaglia d’oro olimpica! Qui le discussioni sul fato, il caso e la fortuna si sono susseguite per mesi se non per anni su questa imprevedibile vittoria. Tale situazione lascia aperto un dibattito, nonostante situazioni simili capitano una volta su un milione, che sfocia inevitabilmente in volgarità. “Una botta di culo e i sacrifici di anni vanno a farsi benedire”. Sarà di sicuro questa la frase uscita dalla bocca dei papabili vincitori del tempo. A fare le spese di questa volontà del destino  Anton Ohno, fortissimo pattinatore statunitense che riuscì a rifarsi a Torino 4 anni dopo. Marc Gagnon dato per vincitore già mesi prima della partenza dell’olimpiade e squalificato permettendo proprio a Bradbury di proseguire il suo cammino verso la vittoria. Tutto ciò dimostra come la fortuna a volte, anche nello sport come nella vita, gioca brutti scherzi. Subito dopo la vittoria lo stesso Bradbury ha commentato così il suo trionfo: «Non ero certamente il più veloce, ma non penso di aver vinto la medaglia col minuto e mezzo della gara. L’ho vinta dopo un decennio di calvario». Di certo uno con quella faccia ha destato la simpatia di tutti gli appassionati di questa disciplina e non, con buona pace degli avversari. Vi lascio a disposizione il video che la  Gialappa’s Band ha dedicato proprio al nostro grande campione :). Buon divertimento.

Armando

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