Angela Marsons – Il gioco del male

Quando viene rinvenuto un cadavere mutilato, la detective Kim Stone e il suo team sono chiamati a investigare. Sembra un semplice caso di vendetta personale, ma l’omicidio è solo il primo di una serie di delitti che via via diventano più cruenti. È evidente che dietro tutto questo c’è qualcuno con un piano preciso da realizzare. Mentre le indagini si fanno sempre più frenetiche, Kim si ritrova nel mirino di un individuo spietato e deciso a mettere in atto il proprio progetto criminale, a qualunque costo. Contro un sociopatico che sembra conoscere ogni sua debolezza, la detective Stone si rende conto che ogni mossa potrebbe esserle letale. E così, mentre il numero delle vittime continua a crescere, Kim dovrà considerare ogni minima traccia, perché con un avversario del genere anche la più remota pista va percorsa per fermare il massacro. E questa volta è una questione personale

Avete presente quando vi trovate davanti giochi psicologici inseriti in contesti davvero ma davvero delicati? Beh angela Marson affronta questi temi con una delicatezza disarmante. Parlare di pedofilia non è cosa facile, ancora più difficile è parlarne quando a questo argomento vengono affiancati casi in cui il lavaggio del cervello è una pedina in mano al mostro di turno. Alla base de “Il gioco del male” c’è un vero e proprio universo dove molti temi tabù vengono snocciolati lasciando il lettore a riflettere su quando sta accadendo. La scrittrice inglese altro non ha fatto che sbattere in faccia al lettore delle realtà di cui si parla poco e male. Maltrattamenti familiari, abusi su minori e sudditanza psicologica sono da sempre raccontati dai media, tra le mura domestiche e a scuola in maniera sfuggente quasi si volessero evitare temi di cui è bene parlare. Un romanzo che scorre via veloce grazia alla maestria della Marson capace di avvicinare chi legge senza lasciarlo in pasto ad argomenti scottanti come questi. Sembra quasi accompagnarci pian piano verso la risoluzione di più vicende che, nonostante attori diversi, sembrano accomunate in un gioco malefico, e da qui il titolo, dove non servono ne mostri né diavoli per terrorizzare. Il lettore stesso viene coinvolto emotivamente, impotente nell’assistere a quanto accade. Si vorrebbe persino provare a entrare all’interno di questo libro in modo di partecipare attivamente a quel disastro che sta avvenendo nella nostra società.

Punteggio:

Armando

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